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Il mare? Come una fogna

by Stefano Iannaccone
10 Giugno 2021
in Ambiente, mare, Mondo, Politica
Mare fogna vittime
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Il mare usato come una fognatura, una discarica acquatica. Con annessi, pesanti, danni alla salute e pagamento di multe all’Unione europea. Tanto per rendere l’idea, “la diffusione di materiale fecale nell’ambiente (acque di balneazione e acque potabili) possono causare nell’uomo infezioni da E. Coli che provocano diarrea e dolori addominali e possono causare malattie anche molto gravi come enteriti, colite emorragica, infezioni urinarie, meningite e setticemia”, mette nero su bianco un documento elaborato dai Radicali italiani.

Una denuncia significativa, visto che appena qualche giorno fa si è celebrata la Giornata Mondiale degli Oceani (qui l’articolo di Eduardo Lubrano su Impakter Italia). Un appuntamento simbolico, certo. Ma che serve a evidenziare l’importanza di avere rispetto delle acque. Perché è uno degli elementi essenziali per puntare, seriamente, sullo sviluppo sostenibile.

Sanzioni europee

Mare inquinamento scarico
Foto di Andrew Martin da Pixabay

Il quadro italiano è davvero impietoso. I numeri sono sufficienti a spiegare il problema: “In Italia un terzo degli scarichi urbani e industriali va a finire direttamente nei fiumi o nel mare senza alcuna depurazione: in totale si contano 939 agglomerati  di acque reflue non conformi sparsi su tutto il territorio nazionale per un carico generato totale di 29,8 milioni di abitanti equivalenti”, si legge nel dossier dei Radicali, che hanno lanciato una campagna molto chiara fin dal nome: “Basta merda in mare”. 

E c’è anche un aspetto, non proprio secondario, legato all’economia. “La cattiva depurazione fa male all’ambiente, alla salute e al turismo”, dice a Impakter Italia Rossella Muroni, deputata di FacciamoEco, vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera. “Per un Paese costiero come l’Italia – osserva Muroni – è una vera e propria tassa sul benessere collettivo a causa della quale, peraltro, versiamo multe salate all’Unione europea”. Infatti, dal 2004 la commissione ha avviato quattro procedure di infrazione nei confronti del nostro Paese. A maggio del 2018, una di queste procedure ha terminato il percorso con una condanna: la Corte di giustizia europea ha chiesto all’Italia di pagare una multa forfettaria di 25 milioni di euro. A questa si è sommata una penalità di mora di 30 milioni per ciascun semestre di ritardo.

Mare: l’importanza della depurazione

Rossella Muroni
Rossella Muroni

Il ragionamento di Muroni investe, quindi, le politiche ad ampio raggio: “La cattiva depurazione è un esempio del modo distratto in cui stiamo in Europa. Approviamo direttive che poi in casa applichiamo parzialmente o male e incorriamo troppo spesso in procedure di infrazione”. Infatti, rileva la deputata, “qualcosa di simile sta accadendo anche per la direttiva sul bando della plastica monouso. Sapevamo da due anni che sarebbe arrivata ma, noi che siamo leader nelle bioplastiche e nella chimica verde, non abbiamo fatto nulla per aiutare le aziende del settore a convertirsi verso la sostenibilità e ora c’è chi, anche dalla maggioranza, chiede il rinvio del recepimento”.

Infine, Muroni mette in evidenza un ulteriore problema: “Se manca la depurazione manca anche la legalità. Non è un caso se su questo fronte abbiamo riscontrato negli anni decine di vicende giudiziarie e la Commissione Ecomafie ha avviato una indagine conoscitiva focalizzata in particolare sulla Sicilia”. Più di qualche motivo per affrontare il problema dei mari trasformati in fognature.

Tags: acque italianeambienteinquinamentoinquinamento marisviluppo sostenibile
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