Statali e liquidazione in ritardo: un problema annoso

Il tema della liquidazione differita per i dipendenti pubblici in pensione è tornato al centro del dibattito grazie a un recente intervento del Tar delle Marche, che ha sollevato dubbi sulla legittimità costituzionale di questa pratica. La situazione è aggravata dai dati economici che rivelano perdite significative per i pensionati del settore pubblico.

Disparità tra statali e privati

Nel contesto del trattamento di fine servizio e del trattamento di fine rapporto , c’è una notevole disparità tra i lavoratori pubblici e quelli del settore privato. Gli statali assunti prima del 2001 sono soggetti al Tfs, mentre quelli assunti dopo seguono il Tfr. Tuttavia, in entrambi i casi, il pagamento della liquidazione può essere posticipato di diversi anni, creando un disallineamento con le tempistiche del settore privato, dove le liquidazioni tendono ad essere più immediate.

Tempi di attesa estenuanti per il Tfs/Tfr

Il sistema attuale prevede che i dipendenti pubblici ricevano il Tfs/Tfr entro 12 mesi in caso di pensionamento per vecchiaia, mentre il tempo sale a 24 mesi per i pensionamenti anticipati. Inoltre, se l’importo della liquidazione supera i 50 mila euro, si innesca un meccanismo di rateizzazione che può estendere l’attesa fino a 93 mesi, specialmente per coloro che vanno in pensione con misure come Quota 100 o Quota 103.

Perdita economica: un fardello pesante

L’impatto economico di questo ritardo è considerevole. Secondo i calcoli dei sindacati, tra cui Cgil e Uil, l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto, portando a una perdita di circa 11.735 euro su un trattamento medio di 82.400 euro. In media, questa disparità ha causato una perdita del 14,3% nel valore della liquidazione, un peso non indifferente per chi ha lavorato una vita nella pubblica amministrazione.

L’apertura del governo e le risposte della Consulta

Sebbene la Consulta abbia più volte segnalato la necessità di una revisione delle normative per allineare il trattamento degli statali a quello dei privati, fino a oggi le modifiche concrete sono mancate. Tuttavia, sembrano esserci spiragli di cambiamento: la ministra del Lavoro, Calderone, ha indicato che sono in corso lavori per regolamentare l’anticipo del Tfr/Tfs per gli statali, sul modello delle regole già in vigore nel settore privato.

Un sistema da rivedere

La questione del differimento del Tfs/Tfr non è solo un problema tecnico, ma una sfida centrale per la giustizia sociale ed economica. Mentre le discussioni politiche continuano, molti pensionati affrontano incertezze e perdite economiche tangibili. L’urgenza di trovare una soluzione equa e sostenibile si fa sempre più pressante, in un contesto dove il valore del lavoro svolto non dovrebbe mai essere sottovalutato.

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